Quando un’idea diventa un Magazine
Dopo anni passati a costruire campagne, marchi, identità per gli altri, a un certo punto io ed Elisa abbiamo capito una cosa semplice: non ci bastava più. Non volevamo fermarci al gesto pubblicitario. Volevamo posizionare un racconto nostro. Un progetto editoriale capace di stare dentro Palermo e, allo stesso tempo, guardarla da fuori.
Balarm esisteva già come nome, come piattaforma urbana, come intuizione viva. Ma quello che ci interessava era un salto: trasformare quella energia in un vero Balarm Magazine.
Un oggetto pop e colto insieme. Una testata che avesse stile, ritmo, fotografia, visione. Un Magazine capace di ospitare grandi firme, nuovi sguardi e una Palermo che finalmente si raccontava con ambizione contemporanea.
È lì che l’incontro con Fabio Ricotta è stato naturale.
Fabio aveva fondato Balarm e ne custodiva l’anima digitale, artigiano meraviglioso del web.
Noi portavamo un’altra ossessione: grafica contemporanea, impaginazione, identità editoriale.
Ci siamo scelti per affinità.
E Balarm Magazine, in quel periodo, ha preso il volo.
In Sicilia esistevano già testate, certo. Ma il nostro intento era rompere il “medio editoriale” che affollava — e affolla ancora — la scena: dare freschezza cromatica, eleganza, leggibilità, equilibrio tra contenuti e comunicazione. E lo si capiva subito dalle copertine. Non erano un “numero in edicola”: erano una presa di posizione. Irriverenti quando serviva, puliti quando serviva, sempre riconoscibili. Copertine-manifesto: un modo di vivere l’editoria senza chiedere permesso, con la fotografia e la grafica contemporanea come lingua madre.
A metà strada mi arrivò una mail, una di quelle che non si dimenticano. Un editore e lettore scriveva così:
“Il miglior concetto di impaginazione, gusto, visibilità ed equilibrio tra articoli e comunicazione che abbia colto negli ultimi anni. Una veste grafica di assoluta freschezza, leggibilità ed eleganza d’insieme.”
Parole che non parlavano solo di un numero riuscito. Parlavano di un’idea.
E poi c’è stato un momento simbolico: la presentazione alla GAM – Galleria d’Arte Moderna.
Un luogo che si apriva, forse per la prima volta, a un prodotto pop trattato con rigore.
Quella sera i giardini diventarono spettacolo puro. Non un evento “come si dice spesso”. Ma un rito urbano: artisti, operatori culturali, impresa, politica, tutti dentro lo stesso racconto.
Il cartaceo si è fermato con la nostra uscita societaria. Ma Balarm è rimasto vivo, nel web e nella città. E forse, un giorno, certe strade tornano a incrociarsi.
Balarm Magazine è stato questo: un salto editoriale. Una narrazione necessaria. Un modo diverso di raccontare Palermo.
E tornerà qui, in questi racconti.
Un numero alla volta.